Piattaforme Didattiche: Formazione e Sperimentazione al Liceo scientifico statale “Banfi” di Vimercate (MI)

Sabina Marchetti, Dipartimento di Scienze Statistiche, Università Sapienza di Roma, sabina.marchetti@uniroma1.it

Carmelina Maurizio, docente a contratto Università degli Studi di Torino, formatrice Piano Nazionale Scuola Digitale, MIUR, cmaurizi@unito.it

Marina Porta, docente Liceo scientifico statale “Banfi”, membro del team per l’innovazione, marina.porta@gmail.com

Introduzione

Nel corso di circa 4 mesi, da giugno ad ottobre 2017, un gruppo di 45 docenti, provenienti da scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, si sono ritrovati per partecipare presso il Liceo scientifico statale “Banfi” di Vimercate (Milano) ad un corso di formazione sull’uso pedagogico e didattico delle piattaforme. Il percorso ha visto alcune lezioni frontali per introdurre i principali paradigmi della mobile pedagogy e dell’e-learning, per passare poi ad attività laboratoriali, sia di gruppo che individuali.

Si vuole qui presentare l’esperienza formativa nel suo insieme, la quale ha dato contestualmente vita, da parte dei tre formatori presenti, ad una fase di ricerca azione sul campo, ai fini di individuare punti di forza e di debolezza, ma anche prospettive e aspetti innovativi legati all’uso delle piattaforme nella didattica quotidiana.

Sarà pertanto introdotto il setting, ovvero lo scenario e lo sfondo che sono all’origine dell’esperienza di ricerca, indicando in modo sintetico ma sufficientemente dettagliato i vari aspetti del percorso formativo; si procederà successivamente ad una breve descrizione delle piattaforme prese in considerazione, al fine di rendere trasparente e comprensibile la successiva parte del lavoro di ricerca, ovvero saranno descritte le diverse azioni svolte in itinere dai docenti che hanno partecipato al corso e saranno infine analizzati i risultati di un questionario, che è stato sottoposto agli insegnanti al termine del corso. L’analisi dei dati, svolta in collaborazione con un’ingegnera statistica, sarà la base di partenza per una valutazione dell’esperienza svolta.

1. Descrizione del setting: corso di formazione, durata del corso, numero e caratteristiche dei partecipanti

Il corso di formazione “Kit per l’applicazione delle ICT nella didattica” è stato proposto come parte dell’offerta formativa rivolta ai docenti dell’ambito 27 – 28 di Monza Brianza, secondo quanto stabilito dal DM 797 del 19/10/2016 di adozione del Piano Nazionale di Formazione dei Docenti per il triennio 2016-2019, tenendo conto che la nota autorizzativa MIUR prot. n. AOODGPER.1522 del 13/01/2017 aveva assegnato all’Istituto Mosè Bianchi di Monza le risorse finanziarie per la realizzazione del “Piano per la formazione dei docenti” per l’A.S. 2016-2017. Successivamente alla pubblicazione dell’avviso per ricerca di figure professionali “Esperto formazione del personale della scuola e della formazione su tecnologie e approcci metodologici innovativi” (sul sito del Liceo www.liceobanfi.gov.it Prot. n. 1277/U del 08/05/2017) e dopo aver recepito le iscrizioni dei docenti, il corso è partito.

Alla formatrice, che ha ottenuto l’incarico per l’intero svolgimento del corso, sono stati affiancati due docenti del Liceo Scientifico Banfi, entrambi membri del team digitale che hanno supportato sia la logistica, sia sono intervenuti attivamente nella gestione del corso, durante la parte laboratoriale.

Sono stati svolti 5 incontri, ciascuno della durata di 3 ore, suddivisi in base al grado di scuola dei docenti partecipanti; sono stati costituiti due gruppi: uno di docenti della primaria, uno di docenti della secondaria di primo e secondo grado.

Le piattaforme prese in considerazione, sia nella fase propedeutica di riflessione pedagogica, sia successivamente in quella laboratoriale, sono state

Fig. 1 – Le Homepage di Fidenia, Google Classroom, Edmodo.

1.1 Incontri propedeutici

Durante la prima fase del percorso formativo i docenti, in sessioni plenarie divise per grado di scuola, hanno affrontato i seguenti temi:

  • Confronto tra sistemi educativi teacher –  centered  vs student – centered.
  • Innovazione digitale: dalla digitalizzazione al digitale, analisi attraverso il modello SAMR (link).
  • Metodi e approcci innovativi basati sulle TIC: Flipped Classroom, BYOD, EAS.
  • Ambienti innovativi: l’Aula 3.0, verso l’Aula 4.0.
    Durante le fasi introduttive i due gruppi di docenti hanno anche condiviso buone pratiche in Italia e in alcuni paesi europei, tra cui le scuole senza pareti e senza banchi, in alcune aree della penisola scandinava; l’esperienza della scuola senza zaino, diffusa in molte regioni italiane; le scuole senza carta, sia in Italia che di nuovo nella Scandinavia.

L’intera fase propedeutica ha avuto anche il ruolo motivazionale, di fornire ai docenti partecipanti idee e spunti di riflessione per promuovere la creazione e la successiva condivisione di attività didattiche basate sul digitale.

1.2 Le piattaforme

Il team dei formatori ha individuato le tre piattaforme già menzionate, individuandone i seguenti punti comuni:

  • Si tratta di risorse aperte nel campo dell’education, gratuite e accessibili.
  • Tutte e tre hanno interfaccia simili ad altri social, quindi si presentano come ambienti virtuali facilmente riconoscibili.
  • Offrono gli stessi servizi: tracciamento degli apprendenti, caricamento di materiali, spazi per le comunicazioni, calendario.
    I docenti coinvolti nel progetto hanno avuto il compito di sperimentare per 4 settimane una delle tre piattaforme individuate e tenere nel frattempo un diario di bordo dell’esperienza, oltre che realizzare eventualmente prodotti e artefatti da condividere nella fase finale di restituzione. Ai docenti in formazione è stato inoltre chiesto di motivare la scelta dell’una o dell’altra piattaforma.

2. Analisi dei risultati

Al termine dell’intero percorso formativo è stato proposto un test di valutazione dell’esperienza, un questionario a scelta multipla somministrato in anonimato, creato su surveymonkey, al fine di raccogliere dati utili per una restituzione al gruppo in formazione e per una valutazione da parte dei formatori. Dall’analisi delle risposte date da 50 docenti, emerge che:

  • I docenti coinvolti hanno utilizzato principalmente le piattaforme Edmodo (60,47%) e Google Classroom (37,31%).
  • Nonostante l’impressione sia stata positiva per tutti i soggetti coinvolti, 34 insegnanti hanno rilevato difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme in aula, prevalentemente in termini di tempo speso.
  • Oltre 4 docenti su 5 hanno riconosciuto dei limiti alla piattaforma come supporto all’insegnamento, perlopiù riferiti all’interfaccia (48,72% del campione).
  • Il 14,29% dei soggetti intervistati tra coloro i quali hanno rilevato dei limiti alle piattaforme, ne ha accusato l’assenza di aspetti importanti nella configurazione e struttura.
  • Il 90,70% dei docenti ha evidenziato la necessità di un percorso di aggiornamento e/o formazione sulle piattaforme didattiche di tipo laboratoriale, con un’attenzione particolare all’aspetto pedagogico (30,23%) ed operativo (16,28%). 4 docenti hanno inoltre manifestato l’esigenza di una formazione di tipo blended, cioè non solo in presenza dei tutor/docenti formatori.
  • Tra i meriti riconosciuti alle piattaforme, vi sono: l’intuitività nell’uso (51,17%) e la facilità di condivisione (46,51%).
    Inoltre, a seguito della sperimentazione, quasi 3 docenti su 4 si sono dichiarati intenzionati a ricorrere in futuro alle piattaforme proposte per la condivisione e diffusione dei materiali didattici. Nel dettaglio:
  • Il 37,21% dei soggetti intervistati ha valutato positivamente l’uso delle piattaforme come strumento per migliorare la comunicazione in aula, nonché le proprie competenze digitali (23,26%).
  • Il 9,3% di docenti ha fornito un giudizio scettico rispetto all’impiego sistematico di tale metodologia nel lungo periodo.
    Infine, ai soggetti intervistati è stato anche chiesto di esprimere un giudizio circa l’eventuale atteggiamento in merito da parte dell’istituzione scolastica, percepito positivamente da parte del 53,49% dei soggetti intervistati.

Conclusioni

Dai dati emersi risulta che, malgrado tra i docenti si noti una generale propensione del personale insegnante verso l’innovazione didattica, questa tendenza a volte è solo formale e non è accompagnata da un sostanziale cambiamento del “modo” di fare lezione. Al di là delle inevitabili resistenze legate alla inadeguatezza tecnologica (riconosciuta dal 90,70% dei docenti) che richiede un continuo e costante supporto formativo, permane nella classe docente un ancoraggio ad una modalità di lavoro di tipo trasmissivo, basato su contenuti preconfezionati. Questo “HELP” lanciato di soppiatto (i docenti hanno bisogno di aiuto per l’aspetto pedagogico per il 30,23% e per quello operativo per il 16,28%) denota che spesso la finalità dei loro bisogni formativi è volta alla ricerca di una “ricetta” che consenta loro di “fare lezione” attraverso l’utilizzo dei nuovi mezzi a disposizione.

Le piattaforme, come altri strumenti multimediali, rendono più snella ed agevole una didattica di tipo laboratoriale perché consentono di adeguare tempi e spazi di scambio e di comunicazione. L’innovazione didattica tuttavia è altro, significa consentire agli studenti di porsi di fronte ad un problema, di analizzarlo, di porsi domande, formulare ipotesi e ricercare possibili soluzioni, confrontando i propri punti di vista con quelli riconosciuti a livello ufficiale.

Se invece la piattaforma diventa uno spazio in cui conservare, una sorta di archivio molto grande, se ne fa un utilizzo “statico” che va proprio nella direzione opposta di quanto ci si aspetterebbe ossia un “viraggio” della didattica in un’ottica di un maggiore coinvolgimento degli studenti nella costruzione dei loro contenuti.

La piattaforma intesa in questo modo facilita la costruzione collettiva della conoscenza sulla base di una condivisione della documentazione e della sua validazione. Se è chiaro il procedere allora sì si può esplorare la piattaforma, di qualsiasi tipo, per trovare al suo interno lo strumento che consenta di attivare la documentazione, quello che consenta di procedere con la condivisione e via di seguito ad un livello di prestazione tecnologica che per tutti i docenti è solo qualcosa in più dell’utilizzo di un semplice smartphone. Molto importante, in quest’ottica è che i docenti entrino in una relazione costruttiva con i loro alunni, facendosi aiutare dal punto di vista tecnologico nell’utilizzo di alcune funzioni dello strumento digitale e aiutando a loro volta gli allievi ad approcciarsi in modo attivo, propositivo e costruttivo nell’uso degli strumenti stessi.

Nella prospettiva di fare della piattaforma un repository, vale la pena non trascurare questo valore, potenziandolo e facendo in modo che le esperienze di Unità formative prodotte da un Consiglio di Classe si estendano all’interno dello stesso Istituto e ad altri Istituti, consentendo di attivare al meglio quel processo di innovazione che senza gli strumenti tecnologici richiederebbe tempi e spazi infiniti. Solo così la comunicazione del “sapere” raggiunge una finalità universale e partecipativa.

Mini glossario

BYOD – Bring Your Own Device

EAS – Episodi di apprendimento situato

SAMR – Substitution Augmentation Modification Redefinition

Referenze

http://ischool.startupitalia.eu/education/53640-20160419-elearning-piattaforme-open-source  (28/11/2017)

http://www.scuole-digitali.it/2016/04/13/principali-piattaforme-per-le-learning/ (28/11/2017)

http://www.lezionecapovolta.it/index.php/software (27/11/2017)

https://www.webedintorni.net/blog/e-learning/elearning-le-migliori-5-piattaforme-di- lms-open-source.html (5/11/2017)

http://www.mattioniedu.net/digitalwp/2016/01/11/la-piattaforma-e_learning-per-la-scuola/ (6/11/2017)

https://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/category/strumenti/piattaforme/ https://www.academia.edu/7017256/Il_Blended_learning (30/10/2017)

https://www.slideshare.net/g.caprioli/piattaforme-didattiche (29/10/2017)

http://slideplayer.it/slide/598230/ (30/10/2017)

http://www.designdidattico.com/ (28/10/2017)

http://www.didattika.net/ (25/10/2017)