EMEMITALIA 2019

Marina Rui, Università di Genova
Presidente del Comitato di EMEMITALIA


Dal 9 all’11 settembre, presso l’Università di Foggia, si è svolto il Convegno EMEMITALIA 2019, ospitato dal Dipartimento di Studi Umanistici, nel centro storico della città; è un appuntamento che si rinnova dal 2015, nel periodo che precede l’inizio dei corsi, la sede è itinerante per includere tutto il territorio nazionale; l’incontro è rivolto a studiosi, ricercatori, docenti, formatori, tecnologi e, in generale, figure professionali impegnate nella costruzione, sperimentazione o valutazione di strumenti, pratiche o metodologie inerenti i molteplici aspetti della grande tematica che è la costruzione della conoscenza e raccoglie adesioni principalmente dall’ambito universitario, ma anche scolastico e da Pubbliche Amministrazioni.

EMEMITALIA è una multi-conferenza, giunta alla sua quinta edizione, promossa e organizzata da otto Associazioni focalizzate, ciascuna per le sue competenze, sui diversi aspetti che coinvolgono i processi di formazione, apprendimento, formazione continua e costruzione delle conoscenze sia per quanto concerne gli aspetti metodologici sia quelli tecnologici, sempre più pervasivi nella società digitale. Da una prima analisi dell’incontro, l’impressione generale è stata di un livello complessivo molto soddisfacente, segno della validità della formula scelta e del fatto che, seppure l’attività di integrazione tra tutte le componenti richieda ancora ulteriori sforzi per una collaborazione strutturata e continuativa, questo tipo di scambi, pur nella grande varietà di approcci, agevoli quel linguaggio comune che è fondamentale per affrontare una partita decisiva come quella della convergenza tra i processi formativi e le tecnologie che, se adeguatamente utilizzate, aprono scenari straordinari, indispensabili nell’attuale società digitale.  

Le Associazioni coinvolte sono:
Società Italiana di e-Learning (SIe-L), che ne cura anche gli aspetti organizzativi
Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale (SIREM)*Rete Universitaria Italiana per un Ambiente MOOCs Federato (EduOpen)
Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente (RUIAP)
Collaborative Knowledge Building Group (CKBG)
Association for Smart Learning Environment and Regional Development (ASLERD)
Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione (MED)
Associazione Italiana Utenti Moodle (AIUM);

EMEMITALIA è un evento, unico nel suo genere in Italia, in cui le diverse comunità, pur mantenendo le proprie identità specifiche, propongono argomenti e temi di riflessione convergenti e condivisi. 
L’obiettivo è la valorizzazione di ricerche, pratiche ed esperienze significative così come gli sviluppi e le applicazioni tecnologiche.
Nell’ambito delle tematiche generali, ogni anno si identifica un tema specifico che, per l’edizione 2019, è stato: Learning, Competencies and Human Resources.

Si è voluto, infatti, dare risalto alla raccomandazione che l’Unione Europea ha espresso nel 2018, riprendendo quanto già affermato nel 2006, sulle Competenze chiave per l’apprendimento permanente. È ormai evidente che è in atto, nella società e nell’economia dei paesi europei, una forte innovazione digitale e tecnologica che produce ripercussioni sul mercato del lavoro e investe anche cambiamenti demografici. Un decennio fa, molte delle attuali professioni non esistevano e c’è la consapevolezza che nuove forme di occupazione emergano in un futuro molto prossimo. Questo scenario rappresenta una sfida per tutti i soggetti coinvolti nella formazione per far sì che i cittadini, non solo i più giovani, trovino, o mantengano, o recuperino, il proprio ruolo in una società che è in continuo mutamento. Dotare i giovani di abilità o conoscenze solide è un valore ma non l’unico; occorre sviluppare resilienza, ossia dare spazio a quelle competenze che conferiscano la capacità di adattarsi ai cambiamenti, in un mondo dell’occupazione che spesso richiede professionalità altamente specialistiche, ma in rapida evoluzione. Peraltro, le nostre società ed economie dipendono in forte misura dalla presenza di persone altamente istruite e competenti. Abilità quali la creatività, il pensiero critico, lo spirito di iniziativa e la capacità di risoluzione di problemi svolgono un ruolo cardine per gestire la complessità e i cambiamenti nella società attuale. Infine, ma non ultimo, promuovere lo sviluppo delle competenze è la chiave non solo per l’occupazione, ma anche e soprattutto per la giustizia sociale e la cittadinanza pienamente attiva. EMEMITALIA 2019 si è quindi proposto come punto di convergenza per sviluppare un confronto tra idee ed esperienze e, al contempo, snodo da cui progredire verso il raggiungimento degli obietti da tutti auspicati.

Fig. 1 – Plenaria di apertura (Fumihide Tanaka, Pierpaolo Limone, Marina Rui).

Il convegno si è aperto con i saluti del Presidente di EMEMITALIA, Marina Rui, e del Direttore del Dipartimento ospitante, prof. Pierpaolo Limone, che ha portato i saluti dell’Università di Foggia e ha ricordato quanto l’ateneo abbia investito sull’on-line e sulla creazione di un centro e-learning attivo nella produzione di corsi blended, ed è subito proseguito con la prima conferenza plenaria, dal titolo: Robotics for supporting childhood education, tenuta dal prof. Fumihide Tanaka, che si occupa di robotica sociale e dirige un centro interdisciplinare presso Tokyo. 
F. Tanaka è uno studioso di esperienza internazionale che si è formato all’Università di Tokyo, ha lavorato presso la Sony Corporation, società pioniera nello sviluppo di robot sociali, ed è tornato in accademia nel 2008 dove ha fondato il suo laboratorio di ricerca che unisce da ingegneri a studiosi del linguaggio per la produzione di educational robots; di notevole interesse è stato il focus sull’interazione tra robot e bambino nell’apprendimento delle lingue.

Il convegno ha visto la partecipazione di circa 200 studiosi, nelle tre giornate si sono svolte sessioni parallele in cui sono stati presentati complessivamente 71 contributi; per dare un’idea del panorama di argomenti che sono stati affrontati, è utile soffermarsi sulle conferenze plenarie, sulle tavole rotonde, le attività su Moodle, che è attualmente un Learning Content Management System (LCMS) a diffusione mondiale e su un’iniziativa di Open Debate.
Per quanto riguarda le conferenze plenarie, oltre a quella del prof. F. Tanaka, ne sono state presentate altre tre per spaziare sulle varie tematiche.  
La seconda: “Open Education: opportunità e nuovi sviluppi”, è stata presentata dal prof. Fabio Nascimbeni, dell’Universidad Internacional de la Rioja (Spagna); il prof. Nascimbeni è membro del Comitato Esecutivo della rete EDEN – European Distance and eLearning Network, si occupa, da circa vent’anni, di innovazione educativa e Open Education e ha coordinato progetti di ricerca in Europa, America Latina e Asia. La sessione è stata coordinata dal prof. Luciano Cecconi, Università di Modena e Reggio Emilia.

Il giorno seguente si sono tenute due ulteriori conferenze plenarie; la prima, coordinata dal prof. Pier Paolo Limone (Università di Foggia e vice presidente SIREM), con la partecipazione della professoressa Maria Ranieri(Università di Firenze), è stata presentata dal prof. Conor Galvin, University College Dublin (UCD), dal titolo: “Il blended learning nell’apprendimento permanente”. Il relatore dirige il “Professional Diploma in Education Studies” ovvero “Computational Thinking” presso la UCD School of Education, dove si occupa di conoscenza professionale, politica di sviluppo nel sud del mondo, trasferimento dell’innovazione nell’era dell’informazione, e-learning, scuole ICT e impatto delle nuove tecnologie emergenti sull’apprendimento e sulla società. Per entrambi questi due oratori gli ambiti di ricerca sono anche descrittivi dei contenuti delle rispettive conferenze.

Fig. 2 – Un momento dei lavori (Floriana Falcinelli, Maria Ranieri, Pierpaolo Limone).

L’ultima conferenza plenaria del convegno è rivolta a un tema di grande attualità: i learning analytics: ossia la misurazione, la raccolta, l’analisi e la comunicazione di dati su studenti e sui loro contesti, al fine di comprendere e ottimizzare l’apprendimento negli ambienti in cui si verifica ed è correlato all’educational data mining. Con la diffusione di strumenti tecnologici sempre più sofisticati (piattaforme, vari software…) che consentono la raccolta di un numero estremamente elevato di informazioni sul comportamento degli studenti a ogni passo delle attività svolte in ambienti digitali, si è di fronte a una massa di dati di enorme potenzialità per ricavare risposte utili, non solo sulle reazioni dei singoli utenti, ma sull’efficacia del corso stesso, o anche di ciascuna sua parte con una granularità molto raffinata. La contropartita è che un numero elevato di dati diventa spesso di difficile interpretazione, anche perché i dati parlano solo se sono stati interrogati opportunamente, ossia se si sa cosa e come chiedere, e questo avviene quando la metodologia si assume l’onere di definirlo con un dialogo continuo, strutturale, completo, con le tecnologie. E’ quindi non più eludibile discutere cosa le esigenze didattiche richiedono ai dati forniti dagli strumenti tecnologici (output), come già mostrato nel Convegno SIRD-SIe-L “Learning Analytics-Per un dialogo tra pratiche didattiche e ricerca educativa” svoltosi a Roma dal 10 all’11 maggio.

La conferenza dal titolo: “Learning Analytics e approcci sperimentali in ambito educativo”  ha avuto, come relatori, il prof. Tommaso Minerva, Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente di SIe-L e il prof. Piero Lucisano, Università di Roma “La Sapienza” e Vicepresidente della SIRD (Società Italiana di Ricerca Didattica). 

Ulteriori tematiche, sono state affrontate in tre panel focalizzati su specifici titoli, ossia:

Formare e valutare competenze complesse: il caso del MOOC RUIAP
Il panel ha visto la partecipazione in veste di relatori di: Luciano Cecconi, Laura Formenti, Università Milano-Bicocca, Luciano Galliani, Università telematica Giustino Fortunato, Emanuela Proietti e Paolo di Rienzo entrambi dell’Università Roma Tre.

La competenza digitale nel quadro delle competenze chiave per l’apprendimento permanente (CEU 2018)
Coordinato da  Floriana Falcinelli (Università di Perugia e SIREM) e a cui hanno partecipato Andrea Garavaglia (Università degli Studi di Milano) e Marina De Rossi (Università di Padova).

Il lavoro educativo nella Digital Education. Casi di studio e buone pratiche 
Coordinata da Lucio D’Abbicco (Referente MED Puglia) si è svolta una tavola rotonda con gli interventi di: 
• “Radio Panetti, un altro modo di fare scuola” Antonio Curci, Maria Raspatelli (ITT “Panetti – Pitagora”, Bari).
• “Il laboratorio della buona notizia” Elvira Maurogiovanni, Maria Pia Maiullari, Maria Luisa Sgobba, Enzo Quarto (APS “Circolo delle Comunicazioni Sociali Vito Maurogiovanni”, Bari).
• “Le startup giovanili per introdurre una nuova soft skill: conoscere i media” Daniele Manni (Istituto “Galilei-Costa-Scarambone”, Lecce).
• “Bari Social Book – Luoghi sociali per leggere” Francesca Bottalico e Clementina Tagliaferro (Assessorato al Welfare, Comune di Bari).

Fig. 3 – Plenaria di chiusura (Pierpaolo Limone, Tommaso Minerva, Marina Rui).


Una delle attività che ha caratterizzato tutte le edizioni di EMEM-Italia, fin da quella del 2015 svoltasi presso l’Università di Genova, sono i workshop che interessano aspetti significativi o novità di Moodle; quest’anno ne sono stati proposti due:

Design for Analytics in Moodle
Tracciamento delle attività in Moodle: punti di attenzione nella configurazione dei moduli in un’ottica di “design for analytics”.
Condotto da Paula De Waal Università Ca’ Foscari, Venezia.

La valutazione formativa con Moodle
Come configurare le attività di Moodle per la valutazione formativa e adattiva. Sono mostrati esempi concreti (un corso per il recupero degli OFA in matematica di base).
Condotto da: Giuseppe Fiorentino, Accademia Navale di Livorno, Università di Pisa.

Infine, come attività collaterale al convegno, è stato organizzato dall’ASLERD un “Public Debate” condotto dal prof. Carlo Giovannella, Università Roma 2, Tor Vergata, sul tema “Quale educazione di qualità si vuole rendere disponibile a tutti per il 2030? Quali le competenze necessarie per assicurare un futuro in cui il lavoro si possa coniugare con la sostenibilità sociale e ambientale? Quale il ruolo delle tecnologie e sino a che punto potrà essere sostenibile?” a partire dagli esiti del primo “open debate” tenutosi a maggio, a Roma, nel corso di SLERD 2019 in linea alle dichiarazioni dell’UNESCO per il 2030.

Inoltre, va segnalato l’intervento di Audrey Masset di Blackboard, società che ha partecipato anche alla sponsorizzazione del Convegno, dal titolo: “/Innovation that support the academics: projects and change management examples in Spain and France/” .
Blackboard è una società di tecnologie per la formazione che ha sviluppato molti progetti, tra cui Moodlerooms in partnership con Moodle fino al 2018, e fornisce anche una piattaforma di Learning Management System con un buon grado di diffusione.

Il convegno si è concluso con l’appuntamento alla prossima edizione che si terrà a Reggio Emilia, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. 

Come detto all’inizio, il convegno ha attualmente valenza nazionale, ma ogni edizione ha visto l’apporto di relatori stranieri perché è un evento proiettato al superamento dei confini italiani e, in tale spirito, l’edizione del 2018 si è svolta a Genova congiuntamente convegno internazionale EDEN-online. Per la prossima edizione si prospetta un’ulteriore spinta verso una sempre più forte collocazione nell’ambito internazionale.