Googlare nella “Google Suite for Education”

Una cassetta di attrezzi e strumenti per una didattica più collaborativa e interattiva
a cura di Equipe Formazione Digitale: M. Gabbari (mm.gabbari@tiscali.it), R. Gagliardi (gagliardi_roberto@tiscali.it), A. Gaetano (antoniopasquale.gaetano@fastwebnet.it) e D. Sacchi (sacdaniela@gmail.com)

Sono ormai alcuni anni che la nostra Equipe di formazione digitale2 è “reclutata” dalle scuole per svolgere dei corsi di formazione sul “Mondo di Google”. Questi impegni hanno richiesto, da parte della nostra equipe, uno studio e un approfondimento con rilevanza didattica su tutti i materiali, gli strumenti e le applicazioni predisposti dai vari ricercatori, studiosi e sviluppatori del settore googoliano. Inizialmente, negli anni 2008, la proposta di un nuovo motore di ricerca non sembrava così eclatante o originale, dato che esistevano già delle piattaforme di ricerca che presentavano prestazioni analoghe. La differenza era costituita dal cosiddetto “PageRank3”, un’innovazione rispetto alle altre piattaforme, che indica, o si ripromette di indicare, le pagine o i siti di maggiore rilevanza in relazione ai termini ricercati. La rilevanza è valutata rispetto al numero di link provenienti dalle relazioni esistenti tra i siti Web che si riferiscono al medesimo argomento che fanno riferimento alla parola chiave. Quindi il motore di ricerca (search engine) classifica l’importanza dei siti in base alle parole chiave inserite dall’utente. Se un sito è citato più volte, vuol dire che contiene informazioni ritenute interessanti e quindi può essere suggerito. Di conseguenza, si ottengono risultati, nella ricerca delle informazioni, più che soddisfacenti, anche solo dopo aver digitato due o tre termini nell’omnibox.
Google story

Nei suoi circa 20 anni4 di storia, Google5 ha saputo reinventarsi e modificare innumerevoli volte i propri obiettivi. Partito come progetto universitario in un garage della California, oggi è diventato una delle società a più alta capitalizzazione e valore al mondo. Fin dalla sua nascita la missione di Google è stata quella di organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utilizzabili. Il lavoro, svolto da Google, è
sicuramente stato notevole e d’interesse. Le possibilità fornite dagli studi elaborati dal 2014, hanno affiancato al motore di ricerca innumerevoli “servizi accessori” che, con il passare degli anni, hanno accresciuto l’offerta e la presenza online di Big G.
Il risultato è un “mondo digitale” coinvolgente, dinamico, fortemente interattivo, in continua evoluzione, che implementa nuove funzionalità e ne abbandona altre che risultano essere meno funzionali. Lo scopo dichiarato è: “Bring change to everyone”, cioè “Portare il cambiamento a tutti”, e “We bring the best of Google to innovative nonprofits that are committed to creating a world that works for everyone6, “Portiamo il meglio di Google a

organizzazioni no profit innovative che s’impegnano a creare un mondo che funzioni per tutti”.

 

Fig. 1 – Evoluzione di Google.

 

Le possibilità offerte da Google

Tutto il sistema di Google s’incentra attorno all’account, un profilo personale unico che consente di accedere gratuitamente ai vari i servizi offerti da Big G e avere così una ”ospitalità personalizzata”. Con l’inserimento dei propri dati si ha l’accesso a tutti i servizi dell’ecosistema di Google: Search, Gmail, Drive, Maps, Adwords, Analytics, YouTube, Play, Google+. Anche se si utilizza solo la posta elettronica o il motore di ricerca, Google
mette comunque a disposizione anche gli altri servizi. Spesso questi servizi comunicano e interagiscono tra loro, se ad esempio si è alla ricerca di un museo, sarà molto probabile utilizzare Google Maps e, trovato il museo con delle recensioni, cliccandoci sopra, probabilmente si finisce sull’App di Google+.
Con l’avvento e l’utilizzo della piattaforma “Google App for Education”, le applicazioni Web sono in grado di offrire servizi e strumenti validi e interessanti anche dal punto di vista didattico, come Google Documenti, senza richiedere l’installazione nel computer da parte dell’utilizzatore. Il software delle App, infatti, risiede nei server di Google ed è reso disponibile attraverso un normale Web browser (ad esempio Chrome). Le revisioni e gli aggiornamenti non devono essere più scaricati, in quanto accedendo alla piattaforma, si trova sempre l’ultima versione del software, direttamente riveduta e aggiornata dai data center di Google.
Oltre alle applicazioni, anche i dati (file e cartelle) sono archiviati nei cloud server e si affidano a standard di sicurezza e affidabilità particolarmente efficienti. Il contratto, concordato con le Google App, garantisce un’elevatissima disponibilità, con un tempo d’inattività programmato pari a zero. Tutti i servizi offerti dalla piattaforma sono sempre e ovunque a disposizione, in ufficio, a casa e in mobilità.
Le applicazioni cloud sono anche l’ideale per l’interazione e la collaborazione a distanza.
E’ sufficiente condividere un documento con singoli utenti o gruppi, assegnando a ciascuno i privilegi necessari, per inserirsi in un ambiente collaborativo semplice e funzionale. Tutte le modifiche apportate sono memorizzate automaticamente ed è sempre possibile recuperare le versioni precedenti di un file. Se più alunni o docenti intervengono contemporaneamente sullo stesso documento, il software rende immediatamente riconoscibile il contributo di ciascuno e offre anche strumenti per la comunicazione in tempo reale (chat, video,…). Pubblicando un documento nel Web e continuando a modificarlo, gli utenti hanno accesso in modo automatico all’ultima versione disponibile. Gli studenti sono in grado di accedere alla piattaforma da ogni dispositivo e mettersi in
contatto sia con i compagni di corso, sia con i professori, per scambiarsi messaggi, esaminare il calendario delle lezioni, prendere visione degli impegni, creare documenti, scambiarsi appunti, testi delle lezioni e progetti di lavoro.

Google Suite for Education (GSFE)

Tra i vari servizi proposti da Google, in particolare, ha incontrato il nostro interesse la realizzazione della Google Suite for Education (GSFE). Un progetto, su scala mondiale, a disposizione di tutte le Scuole e di tutti gli Enti privati, di formazione no profit, una soluzione integrata di comunicazione e collaborazione che contiene al suo interno anche la Google Classroom.

G Suite(precedentemente Google Apps for Work e Google Apps for Business) è una suite di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione, offerta in abbonamento da Google. Include le già diffuse e utilizzate applicazioni Web di Google tra cui: Gmail, Google Drive, Google Hangouts, Google Calendar e Google Documenti. Tutto il “pacchetto” viene offerto gratuitamente alle scuole di ogni livello che richiedono di adottarlo, senza inserimento di pubblicità e in hosting8, quindi con meno attenzione alla tecnologia, ma maggiore attenzione all’insegnamento. Nelle intenzioni degli sviluppatori tutti questi materiali sono stati creati inizialmente: “per aiutare gli insegnanti a creare e raccogliere i compiti senza ricorrere a supporti cartacei e includono funzionalità che consentono di risparmiare tempo e creare cartelle ben organizzate. Il tutto è un modo
per esprimere gratitudine alla comunità scolastica”.

Trasformare la propria classe con l’App di Google Classroom

Fig. 2 – Icone di Google App.

 

Introdotta come funzionalità di G Suite for Education, Classroom è stata pubblicata il 12 agosto 2014. A marzo 2017, è stata aperta per consentire a qualsiasi utente personale di Google di partecipare alle lezioni, senza l’obbligo di avere un account, e in aprile è diventato possibile, per qualsiasi utente, creare e proporre una lezione. È gratuito per le scuole, organizzazioni no-profit e chiunque abbia un personale account Google.
Google Classroom è stato progettato per aiutare gli insegnanti a comunicare con gli studenti, creare, distribuire e raccogliere i compiti, senza essere obbligati ad utilizzare supporti cartacei (stampe o fotocopie). Le scuole ottengono dei benefici, perché i docenti possono razionalizzare la gestione della loro didattica, mediante la semplificazione del processo d’insegnamento-apprendimento degli studenti, con la condivisione e lo scambio di contenuti e d’informazioni. Si ha la possibilità, infatti, di creare classi, fornire materiali didattici, lezioni, feedback, allocando il tutto nel medesimo luogo virtuale.
Docenti e studenti sono in grado accedere, così, alla classe e prendere visione dei compiti, delle scadenze, delle richieste e delle informazioni fornite, in funzione del percorso didattico seguito. I confini della classe, attraverso l’online, si estendono e si ampliano dall’interno verso l’esterno, sfruttando le possibilità dell’interazione e della comunicazione digitale. I docenti hanno la possibilità di interagire con gli studenti rivolgendo loro domande in tempo reale, pubblicare annunci, monitorare i progressi di ogni singolo studente e, dopo averli classificati, comunicare scrivendo le relative osservazioni e i giudizi nei commenti. Gli studenti, a loro volta, possono porre domande, chiedere informazioni e spiegazioni riguardanti casi ed aspetti particolari.
Google Classroom interagisce con Google Drive per la creazione e la distribuzione dei compiti, con Google Documenti per i fogli e le presentazioni per la scrittura, con Gmail per le comunicazioni via email, con Google Calendar per la pianificazione e con Google per aiutare la realizzazione di progetti scolastici. Esiste la possibilità di invitare gli studenti a classi intere, attraverso il database dell’istituzione, tramite un codice privato, o essere
automaticamente iscritti alla classe dal proprio dominio scolastico. Ogni classe crea nel Google Drive una cartella separata e personalizzata, dove lo studente può inviare il lavoro per essere valutato dall’insegnante. Le App mobili, disponibili per dispositivi iOS e Android, consentono agli utilizzatori, di scattare foto e allegarle ai compiti, di condividere i file da altre App e di accedere alle informazioni offline.
Gli studenti sono in grado monitorare le scadenze dalla pagina Compiti e iniziare a lavorare con un solo clic, mentre, i docenti possono vedere rapidamente chi ha svolto i compiti e chi no, fornire feedback, suggerimenti e valutazioni in tempo reale, direttamente.

Classroom costituisce un ambiente per la gestione dell’apprendimento, piuttosto che una classe virtuale. Infatti, le classi virtuali, specificatamente, implicano un’esperienza collettiva, in cui gli studenti e gli insegnanti dispongono della facoltà di essere virtualmente “presenti insieme” e tutti i tipi di media possono essere condivisi. Un ambiente in cui l’apprendimento può avvenire in modi diversi, sia in modo sincrono che asincrono, e gli studenti possono interagire e impegnarsi da soli, senza bisogno di incontrarsi di persona, come avviene nell’e-learning. L’obiettivo rimane lo stesso: imparare insieme.

Google Classroom, invece, è un’esperienza individuale: gli studenti s’iscrivono separatamente (con un codice) e lavorano separatamente al suo interno, muovendosi al proprio ritmo e visualizzando o caricando i compiti quando sono pronti. Include materiali didattici, quiz per l’autovalutazione predisposti dai docenti, monitoraggio dei progressi e feedback degli studenti.
I contenuti sono caricati in un’unica posizione, in cartelle di Drive per ciascun compito e studente, in modo che tutti siano ben organizzati per un facile accesso e una conservazione (storage) protetta. Gli studenti accedono secondo i dispositivi a loro disposizione (Byod) – computer desktop, notebook, smartphone e tablet – e progrediscono secondo i propri ritmi di apprendimento. Classroom presenta un “flusso di classe”, uno strumento per la discussione in cui gli studenti dispongono di mezzi per vedere i commenti degli altri e condividere le proprie idee in modo asincrono.
Questa soluzione favorisce l’apprendimento personalizzato, poiché i docenti, valutando le prestazioni degli studenti, hanno la possibilità di identificare e supportare più facilmente gli studenti in difficoltà e permettere a chi ha già compreso il concetto, di affrontare nuove difficoltà. Quindi è un workflowper la didattica, una App che semplifica le consegne, aumenta la collaborazione e promuove la comunicazione continua per rendere
l’insegnamento più produttivo e significativo.

Classroom come supporto alla classe

Si ricordi che Classroom, facilita agli studenti e ai docenti la connessione all’interno e all’esterno delle proprie scuole, ma secondo l’intento di Google, è di supporto alla classe, la integra, fornendole le estensioni dello spazio digitale online, quindi non la sostituisce, dato che la vera esperienza dell’apprendimento e del viaggio nella conoscenza è quella della classe reale e non virtuale.

Gestione della classe G Vault – Servirsi a scuola delle Google Apps

Oltre alle caratteristiche di base, già elencate, vi sono anche altre specifiche che motivano l’orientamento verso le Google Apps.

Le principali sono:

  • Salvaguardia dei dati: si può raggiungere un livello di sicurezza elevatissimo poiché lo smarrimento e il guasto di qualsiasi dispositivo non costituiscono più un problema, se si usa un minimo di attenzione nella gestione dei file, delle password e degli account utente.
  • Risparmio di tempo: l’assegnazione dei compiti, risulta semplice, veloce e senza supporti cartacei, permette, inoltre, ai docenti di creare, correggere e valutare rapidamente i compiti: tutto in un solo luogo.
  • Gestione della classe: si ha la possibilità di creare i gruppi, assegnare i compiti, creare quiz, inviare feedback; inserire direttamente gli studenti e/o comunicare alla classe un codice da utilizzare per partecipare alle attività proposte. Sono sufficienti pochi minuti per la configurazione degli ambienti.
  • Organizzazione dei propri compiti: costruire liste, creare memo e pianificare incontri. Gli studenti sono in grado vedere tutti i compiti assegnati sulla pagina dei compiti e tutte le lezioni e presentazioni che sono automaticamente archiviate in cartelle su Google Drive.
  • Ambiente di lavoro familiare: molti utenti della Rete già utilizzano le applicazioni Google per scelta personale, pertanto ritrovare interfacce già conosciute e familiari, semplifica enormemente l’inizio dei nuovi processi e la relativa formazione.
  • Accesso facilitato: con una sola password registrata è possibile accedere alla
    galassia dei servizi offerti da Google.
  • Amministrazione sicura: aggiungere studenti alle classi, gestire differenti dispositivi, configurare opportunamente le impostazioni della sicurezza per proteggere i dati.
  • Indirizzo di posta elettronica: è creato e assegnato sul dominio personalizzato della propria scuola, ma con restrizioni volte alla sicurezza e alla tutela della privacy, infatti, è possibile vincolare la gestione della posta solo all’interno del proprio dominio, ovvero del proprio istituto.
  • Comunicazione rafforzata: consente di connettere ogni partecipante iscritto, docente o studente, tramite email, chat e videoconferenze. Classroom consente ai docenti di inviare annunci e avviare istantaneamente discussioni di gruppo. Gli studenti possono condividere risorse tra di loro o fornire risposte alle domande nello stream, che è la pagina principale di ogni classe di Google Classroom, su cui sono visualizzati tutti i compiti e gli annunci.
  • Spazio illimitato: lo spazio messo a disposizione per archiviazione è in quantità illimitata.
  • Supporto alla collaborazione: le Google Apps sono pensate per facilitare e agevolare il lavoro collaborativo. Sono programmi progettati appositamente per la condivisione delle risorse e hanno funzioni che possono essere aggiunte in un tempo successivo. L’aspetto della condivisione e della partecipazione è una peculiarità
    intrinseca del loro DNA.
  • Collaborazione in qualsiasi luogo ci si trovi: la possibilità di modificare, in contemporanea e con altre persone: documenti, fogli di calcolo e presentazioni.
  • Implementazione per una didattica inclusiva: sono pensati anche per facilitare e
    agevolare l’apprendimento degli studenti con bisogni educativi speciali.

Agli amministratori e ai responsabili dell’installazione informatica è data la possibilità della gestione di qualsiasi aspetto concernente il funzionamento della posta elettronica e degli altri servizi. Essi possono infatti attivare, disattivare o limitare, tramite il pannello di controllo delle Google Apps, specifiche funzioni.
Recentemente, inoltre, è stato messo a disposizione delle scuole, in forma gratuita, il valido servizio chiamato “Google Vault10”, che consente di eseguire ricerche sui dati archiviati nell’intera piattaforma. A questo proposito, è importante evidenziare che gli amministratori hanno la possibilità di accedere in diversi modi ai dati degli utenti, forzando, eventualmente, anche il reset della password.
Le garanzie e le possibilità che questa suite offre e garantisce come elementi caratteristici e distintivi, sono:

  • Tutti i materiali didattici realizzati tramite le Google Apps for Education rimangono di proprietà del dominio scolastico e non di Google.
  • La sicurezza e la privacy delle Google Apps sono garantite e una pagina informativa di Google spiega quali sono le condizioni d’uso e le specifiche di sicurezza e di privacy.
  • La password dell’account, fornita inizialmente dall’amministratore, è modificabile, da parte degli utenti, al primo accesso e questo implica che gli amministratori, in nessun modo, possono avere accesso ai dati personali degli utenti.

 

Figura 2 – Apps per la Google Suite

 

Se si analizzano le motivazioni principali di base più rilevanti per scegliere e adottare la G Suite nella propria scuola, è possibile individuare e sottolineare:

  • Facilità
    L’installazione e la gestione sono semplici e questi strumenti basati su cloud si adattano facilmente ai diversi livelli di classi. I prodotti sono anche facili da apprendere per insegnanti e studenti e richiedono un modesto sviluppo professionale.
  • Accessibilità e convenienza
    G Suite for Education offre una raccolta gratuita di programmi e strumenti per le scuole, inclusa un’assistenza globale 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le scuole non pagano nulla per un servizio di altissimo livello; il risparmio di risorse (tempo, carta, spese telefoniche, licenze software, assistenza tecnica…) è istantaneo e di rilevante valore economico. La sicurezza Best-in-Class è inclusa senza costi aggiuntivi ed è garantita e protetta da una delle infrastrutture di sicurezza più avanzate al mondo.
  • Versatilità
    La piattaforma di Google è sempre disponibile dove e quando se ne ha effettivamente bisogno, garantendo la continuità del servizio a livelli elevati. Il costante sviluppo e aggiornamento di interfacce e applicazioni mobili, mette la piattaforma Google a nostra disposizione dove e quando ne abbiamo effettivamente bisogno. Gli strumenti degli applicativi incoraggiano la collaborazione, la creatività e il pensiero critico e consentono
    agli insegnanti di lavorare con rapporto uno a uno o con l’intera classe.
  • Grande impatto
    Gli educatori possono fornire e ricevere un feedback immediato e tenere traccia dei progressi di ogni studente per migliorarne le prestazioni. Strumenti, come Google Classroom, concedono agli insegnanti una maggiore disponibilità di tempo in modo da concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: l’insegnamento.

G Suite: le sfide

Dopo aver analizzato le offerte e le prestazioni di Google Suite For Education, è opportuno fare qualche riflessione e porsi delle domande.
La prima, doverosa per degli insegnanti, potrebbe essere: “Quali sono le modalità, le metodologie e le strategie didattiche che si dovrebbero utilizzare per sfruttare gli strumenti e le risorse, fornite dalla Suite, al fine di ottenere un apprendimento significativo da parte degli allievi?”. Questa preoccupazione è particolarmente motivata se si deve tenere in conto le recenti indicazioni della Commissione Europea, in riferimento alle Competenze in genere e a quelle digitali in particolare.
La seconda, per tutti: “Quale vantaggio o interesse può avere Google, una società la cui finalità è specificatamente commerciale, nel fornire gratuitamente alle scuole questo servizio?”. Cercheremo di rispondere nelle pagine seguenti a queste domande.

Primo quesito: Gli insegnanti di fronte all’offerta

Google offre una piattaforma Google Suit for Education, corredata da diversi strumenti, per scrivere testi, fare calcoli, raccogliere immagini, presentare slide, disporre un calendario da condividere, organizzare attività secondo tempi specifici ed appuntamenti. Una struttura molto efficiente, derivata dalla G Suite per le aziende.
Un ambiente di attività ordinato e ricco di accessori, concepito secondo una visione pragmatica e neopositivista, molto USA, pronto per essere utilizzato e condiviso.
Una struttura “chiavi in mano”, si potrebbe dire, ma vuota, da riempire di senso, di finalità e di abitanti, come un grande albergo vuoto, da popolare di clienti, di eventi e contenuti.
Per sfuggire ad una visione aziendalistica della scuola, i docenti devono rendere questo ambiente, creato per il business, vivo ed abitabile, forse umano, e trasformarlo in un luogo adatto per l’apprendimento e fruibile anche da giovani distratti dai social network, bisognosi di attenzione da parte degli insegnanti per le loro incertezze ed insicurezze, mascherate spesso da spavalderia o sfacciataggine, e più propensi ad utilizzare la rete in modo superficiale e non consapevole.

La rete e i cambiamenti della società

Con l’utilizzo sempre più diffuso della rete, i mutamenti della società sono in una fase particolarmente dinamica e richiedono ai cittadini un continuo sforzo per adeguarsi ai cambiamenti: informandosi, incrementando le loro conoscenze e aggiornandosi.
La moltiplicazione delle fonti d’informazione e delle risorse a disposizione, la partecipazione al social network, non solo per lo svago e l’intrattenimento ma per scambiare informazioni e condividere notizie e opinioni, hanno prodotto dei cambiamenti nelle conoscenze e nell’organizzazione dei luoghi di lavoro e nelle loro pratiche e, di
conseguenza, nelle modalità di partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica.
A questo si aggiunge la rapida evoluzione delle tecnologie mobili con la produzione di Tablet, Smartphone e altri dispositivi portatili che hanno favorito e reso più facile l’accesso agli spazi del social network.
Comunicare oggi vuol dire scambiare informazioni, esperienze, stati d’animo, atteggiamenti in senso lato, cioè vuol dire produrre dei significati, scambiare delle conoscenze, insomma apprendere dagli altri e, sotto certi aspetti, con gli altri.
I contesti e i sistemi educativi mutano, la scuola non è più l’unico ambiente di apprendimento e di socializzazione, viene ora affiancata dalla società e dai media per cui non sono più gli unici portatori di questa responsabilità e, facendo riferimento alle altre agenzie di socializzazione, la scuola, la società e i media, l’apprendimento assume diverse modalità, forme e ambienti: si parla, così, di apprendimento formale, non formale e informale11.

Il compito che i docenti devono affrontare è, quindi, di proporre una didattica che faccia tesoro degli strumenti e degli ambienti che vengono messi a disposizione, integrando risorse e dispositivi e facendo ricorso a metodologie e strategie appropriate per rendere utile e vantaggioso un apprendimento informale e un utilizzo non consapevole dei digital device.
Per rispondere a questi mutamenti della società e della conoscenza, il Consiglio europeo ha emanato una nuova Raccomandazione, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente (23/05/2018)12. La Commissione Ue, con una decisione analoga a quella presa dagli USA con gli STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) che indica i corsi di studio e le scelte educative volte a incrementare la competitività in campo scientifico e tecnologico, spinge sulle competenze digitali e punta a rafforzare le conoscenze scientifiche, tecnologiche e matematiche degli studenti con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze socioeconomiche e rispondere alla sfida occupazionale13.
Fondamentali, quindi, per lo sviluppo personale nell’era dell’economia della conoscenza, sono considerate le competenze digitali che implicano l’uso critico e consapevole delle tecnologie ICT per il lavoro, l’intrattenimento, l’apprendimento e la comunicazione.
Le competenze digitali, nella recente Raccomandazione, sono raggruppate in cinque aree
di competenza:

  1. Informazione: cioè la capacità di ricercare, filtrare, valutare in maniera critica, archiviare e organizzare dati e informazioni.
  2. Comunicazione: capacità di interagire per mezzo di tecnologie; scambiare informazioni e contenuti digitali; utilizzare gli strumenti di cittadinanza digitale; conoscere le norme comportamentali che regolano le interazioni online; essere in grado di gestire la propria identità digitale e la propria e-reputation.
  3. Creazione di Contenuti: capacità di sviluppare, modificare e integrare contenuti digitali; comprendere le norme che regolano il copyright e la gestione delle licenze; essere in grado di programmare o di comprendere le dinamiche sottostanti l’interfaccia utente.
  4. Sicurezza: essere in grado di proteggere i propri dispositivi e i propri dati personali; comprendere l’impatto delle tecnologie ICT sulla propria salute e sull’ambiente.
  5. Problem solving: avere la capacità di identificare e risolvere problemi tecnici; riconoscere i bisogni tecnologici in termini di risorse, strumenti e competenze necessarie e utilizzare strumenti digitali per far fronte a essi; innovare e utilizzare la tecnologia in maniera creativa per trovare soluzioni nuove a problemi concreti;
    identificare eventuali gap nelle competenze digitali.

Di conseguenza è cambiata la visione, perché oltre a prendere atto della necessità “dell’apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l’innovazione” (Lifelong learning), sono cambiati anche i sistemi educativi.

Quali metodologie e strategie per rispondere alle sfide

Per i docenti che vogliono utilizzare Google Suite for Education si presentano due sfide: proporre delle modalità di insegnamento che utilizzino tutte le risorse della piattaforma, sfruttando gli strumenti del mobile learning, per rendere la Suite ambiente di apprendimento e tenere conto delle necessità della società, secondo le raccomandazioni UE.

La ricerca delle informazioni

La ricerca delle informazioni, tramite i motori di ricerca (search engine), é una pratica sempre più diffusa e più importante per l’apprendimento che però non nasconde difficoltà: “Riuscire a realizzare ricerche affidabili attingendo all’enorme patrimonio di risorse disponibili in rete è oggi un compito al contempo facile e problematico. La facilità con cui è possibile ottenere risposte ai più disparati problemi di ricerca può condurre a sottovalutare la complessità del compito14.

La fase estremamente dinamica dei mutamenti di una società, che è liquida, dei cambiamenti delle conoscenze necessarie e dell’organizzazione del lavoro, richiede ai cittadini di adeguarsi ai cambiamenti, informandosi e implementando le loro abilità e conoscenze. L’inserimento nel mondo del lavoro, la loro crescita personale, la costruzione continua della conoscenza sono le esigenze e le richieste per rispondere alle sfide del
mondo.

Modalità di ricerca e apprendimento con il mobile learning

La modalità di ricerca più comune ed utilizzata e quella semplice, mediante l’inserimento della parola chiave nel campo di ricerca o, più direttamente, nell’omnibox di Google. La ricerca avanzata è meno conosciuta ed adoperata, anche perché richiede delle abilità specialistiche non possedute da tutti. Sarebbe compito della scuola, un altro compito da assumere, insegnare questa modalità d’indagine. Gli strumenti utilizzati per la ricerca, a parte i computer, sono sempre di più i dispositivi mobili che favoriscono, per le caratteristiche di connettività e portabilità, un utilizzo continuo, svincolato da un contesto e da un tempo, come proposto nel modello di mobile learning di M. Sharples15, e, di conseguenza, un apprendimento informale lontano da quello formale della scuola che avviene attraverso l’esplorazione e la conversazione.

Accesso e selezione delle informazioni

Il mobile learning può aiutare gli studenti ad ottenere l’accesso immediato e continuo alle informazioni, ma la loro quantità, disponibile su Internet, cresce rapidamente e continuamente. È sempre più importante, per gli studenti, trovare notizie accurate e pertinenti. Gli studenti, infatti, devono essere in grado di identificare tra una crescente varietà di risorse informative, gli schemi e le relazioni tra i fatti argomento della loro ricerca. Inoltre, devono tenere in conto che, non appena altre fonti diventano disponibili, si modifica la rilevanza e la completezza di quelle che hanno già trovato.
Docenti ed esperti devono aiutare gli studenti nella ricerca delle informazioni in modo che non siano sopraffatti dal loro volume, nell’attenuare gli effetti negativi di quelle poco attendibili o che si basano su pregiudizi, o nel trovarne di contraddittorie che possono dare luogo a misconcezioni e fraintendimenti.

Produzione e pubblicazione dei contenuti

La produzione di contenuti da parte degli studenti, sotto la regia degli insegnanti, richiama la metodologia attiva, collaborativa partecipativa e non quella trasmissiva più tradizionale, ma necessaria per fornire le basi del discorso disciplinare.
Dato che Google Classroom supporta il lavoro degli insegnanti e degli studenti in classe e fuori della classe reale, analizziamo il possibile ambiente di lavoro e le relative modalità di fare didattica. La presenza di una lavagna digitale (LIM) è ormai abbastanza comune, anche se non vi è una distribuzione capillare e uniforme in tutte le classi, è prevista dal MIUR per l’attività di coding, di stampa 3D e per il lavoro di classe. Le iniziali critiche e
perplessità sull’utilizzo didattico della LIM sembrano ormai superate e se ne conferma la validità per fare una lezione interattiva a tutto campo16.

Fig. 4 – Un modello integrato.

 

L’ambiente classe può considerarsi come un modello integrato di utilizzo di diversi dispositivi e strumenti.
Il modello è composto da:

  • Computer/notebook, come strumento di classe di produttività e controllo del sistema LIM.
  • LIM e l’interfaccia videoproiettore, come strumento di classe per la collaborazione, visualizzazione, presentazione e integrazione delle risorse.
  • Tablet/smartphone, come strumento individuale di ricerca e di studio.
  • Internet, come ambiente di ricerca, di rielaborazione e di condivisione.

Su Internet distinguiamo, poi, alcune funzioni e ambienti, come:

  • Ricerca delle informazioni/risorse.
  • Possibilità della Pubblicazione e Condivisione delle informazioni/risorse.
  • Social network.
  • Cloud (nuvola) – Classroom.
  • App per i dispositivi mobile.

Nello schema proposto, i computer fissi o i portatili, come i notebook, sono considerati strumenti di lavoro, sia individuali sia di classe, per la ricerca, lo studio e, in particolar modo, per la produttività e l’assemblaggio di documenti didattici finali, vale a dire, i documenti di studio degli studenti per la costruzione del sapere sia individuale, sia comune.
I dispositivi del mobile learning, invece, per le loro caratteristiche costruttive, hanno il vantaggio della connettività, della portabilità e della compattezza, ma, date le dimensioni, hanno delle funzionalità ridotte, a causa di un hardware e di un sistema operativo limitato rispetto a quello dei computer e dei notebook. La possibilità di utilizzare il touchscreen (schermo tattile capacitivo) con le dita o lo stilo, per compiere le operazioni di scelta, scorrimento, apertura/chiusura file, ecc …, rendono le varie operazioni immediate ed intuitive a scapito, però, della maggior precisione rispetto all’utilizzo di un mouse. La tastiera virtuale, inoltre, quando è attiva, occupa parte dello schermo e permette di compilare, agevolmente, solamente brevi testi e non lunghe relazioni o documenti.
Programmi (App) per elaborare testi, predisporre fogli elettronici, realizzare presentazioni e mappe concettuali ecc, sono, in effetti, disponibili come app, ma con funzionalità ridotte o di sola visualizzazione di file già elaborati al computer che ha prestazioni e funzionalità maggiori.
Se si ha a disposizione una connessione (mobile o wireless), i dispositivi mobili, date le loro caratteristiche costruttive e funzionali, permettono l’accesso ad Internet e sono strumenti preziosi per la comunicazione e l’utilizzo immediato, per la ricerca d’informazioni online, per la consultazione di banche dati, per la facile connettività con ambienti del social network sia per caricare, sia per scaricare testi, immagini, audio, video ecc.
Come dispositivi offline, si possono utilizzare come strumento di scrittura individuale o collaborativa, però con le limitazioni dette, per eseguire calcoli, come strumento multimediale per scattare foto, realizzare e guardare video, ascoltare la musica, leggere i libri digitali (eBook).
I Tablet e gli Smartphone, utilizzati a scuola come apprendimento formale, rappresentano uno strumento valido per la personalizzazione dell’apprendimento degli studenti, o come dispositivo compensativo per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. L’utilizzo del Tablet nella didattica, aiuta lo studente a realizzare un lavoro individuale, personalizzato, attraverso la riflessione e la rielaborazione di nuovi contenuti.

Strategie con il mobile learning su Classroom

Le strategie che si possono proporre fanno riferimento alle Internet strategies17 e trovano applicazione in una serie di modalità pratiche che fanno riferimento a metodologie e tecniche più tradizionali e generali come:

  • Metodologia Trasmissiva o Recettiva con elementi di multimedialità.
  • Metodologia Collaborativa/Laboratoriale.
  • Metodologia Esplorativa, basata sulla ricerca delle informazioni (Big6 semplificata, WebQuest short).

É opportuno che queste attività siano proposte mediante attività strutturate che tengano conto delle specifiche caratteristiche dei dispositivi del Mobile learning (ML), finalizzate al compito previsto e con opportune modalità di verifica.
Un esempio di lezione, che utilizzi gli strumenti elencati nel Modello integrato e che faccia ricorso Classroom, utilizzando una strategia didattica laboratoriale, potrebbe essere articolata secondo le seguenti fasi:

1. Prima fase:

  • Presentazione dell’argomento della UdA,
  • Organizzazione dei gruppi di lavoro.
  • Richieste dell’insegnante e compiti dei gruppi.
  • Risorse fornite dall’insegnante.

2. Seconda fase

  • Ricerca online delle informazioni inerenti l’argomento di studio proposto (testi, immagini, video, audio) su siti proposti dal docente o trovati dagli studenti mediante i dispositivi a disposizione (Byod).
  • Raccolta delle risorse trovate nelle apposite cartelle su Classroom, predisposte dal docente per Gruppo di lavoro o argomento di studio/approfondimento.

3. Terza fase

  • Rielaborazione dei contenuti, con analisi e sintesi delle risorse informative trovate, secondo le richieste del compito assegnato, parte come compito a casa e parte come attività a scuola, secondo i gruppi di lavoro. Produzione di testi
    argomentativi (Word/Google Docs), compilazione di Tabelle riepilogative (Word, Excel/Google Docs, Sheets).
  • Raccolta degli elaborati prodotti nelle apposite cartelle su Classroom, predisposte dal docente per Gruppo di lavoro o argomento di studio/approfondimento.

4. Quarta fase

  • Condivisione in classe dei compiti svolti a casa, con discussione e assemblaggio dei materiali con l’utilizzo della LIM.
  • Produzione di un documento di classe sulla LIM, arricchito di documenti allegati per eventuali approfondimenti (Word o GoogleDocs, Excel o Sheets, PowerPoint o Presentazione), salvati nelle cartelle classe dedicate su Classroom.
  • Utilizzo di Organizzatori grafici per la rappresentazione dei tempi e delle fasi dell’esperienza (Time line), dei contenuti (reti WEB), dei concetti acquisiti e della loro concatenazione. (Mappa concettuale).

5. Quinta fase

  • Pubblicazione online dei materiali prodotti per una condivisione e presentazione dei risultati raggiunti, mediante il muro (padlet), o la presentazione (prezi), o altro software analogo.

Secondo quesito: La sfida

“Quale vantaggio o interesse può avere Google, una società la cui finalità è specificatamente commerciale, nel fornire gratuitamente alle scuole e agli utenti questo servizio”.
Google dichiara di essere una delle numerose reti pubblicitarie che personalizzano gli annunci in base alla nostra attività online, di conseguenza, raccoglie dati e informazioni su di noi, sulle nostre ricerche, sui nostri viaggi e le nostre preferenze.
Specifica, poi, che:
“Quando utilizzi i nostri servizi, ci affidi le tue informazioni. Siamo consapevoli che si tratti di una grande responsabilità e ci adoperiamo per proteggere le tue informazioni lasciando a te il controllo (Privacy)18
Google cosa sa di te?
Per avere una visione globale di cosa sa Google dei suoi utenti, è sufficiente cliccare su Account Google19 per
accedere alla pagina: “Qui puoi controllare, proteggere e mettere al sicuro il tuo account” e specifica: “Il tuo account Google ti permette di accedere rapidamente alle impostazioni e agli strumenti che consentono di proteggere i dati, proteggere la privacy e decidere come sfruttare le tue informazioni per rendere gli strumenti e i servizi Google più utili per te”.
Si tratta del profilo di mercato, un set d’informazioni che Google utilizza per mostrarci gli annunci pubblicitari più pertinenti, basandosi sui nostri gusti, le nostre caratteristiche e preferenze.
Selezionando, quindi, Preferenze account, è possibile personalizzare la raccolta delle informazioni che si riferisce al nostro account: “Configura il tuo account in base alle tue esigenze. Gestisci le impostazioni che vengono
applicate al tuo account, ad esempio metodi di pagamento, lingue e opzioni di archiviazione”.
Consultando queste pagine, si prova una certa sorpresa e meraviglia nel verificare quanto Google conosca di noi e con quale precisione, ma questo non dovrebbe stupirci perché siamo stati noi a fornire tutte queste informazioni: Google, con il suo algoritmo, ha solo provveduto a registrarle. Nel dettaglio, per citarne alcuni, elenca i nostri interessi relativi a: notizie di economia, libri e letteratura, viaggi aerei, politica e i nostri gusti musicali e gastronomici. Ad annotarli e ricordarli è stato Google, attraverso una pagina dedicata alla personalizzazione degli annunci pubblicitari. Big G si prende la briga di selezionare gli «argomenti che ci interessano».
Il quotidiano britannico Guardian20 ha elencato tutte le informazioni immagazzinate dal colosso californiano. La porta d’accesso ai nostri dati e tracce, disseminate sulla rete, non è altro che la pagina del proprio account personale, accessibile con la propria password e un solo clic.
Continuando la rassegna, mediante la cronologia di Google Maps, si ha una ricostruzione di tutti gli spostamenti degli ultimi anni, anche specificando l’ora il giorno e i mezzi utilizzati. Mentre, con ricerche svolte da quando hai attivato l’account , Google ricorda tutte le ricerche effettuate21, anche su Youtube, relative ai dispositivi utilizzati con tutti i
riferimenti.

La manipolazione dei risultati di una ricerca

L’espressione “decidere come sfruttare le tue informazioni per rendere gli strumenti e i servizi Google più utili per te” significa, oltre al servizio indicato, proporci merci, prodotti, servizi a pagamento, pubblicizzati da Big G stesso.
In conseguenza, l’antitrust UE ha appena comunicato a Google che dovrà pagare una multa da 2,4 miliardi di euro22 per abuso di posizione dominante. Avrebbe, infatti, manipolato i risultati del proprio motore di ricerca per favorire Google Shopping, il servizio di shopping online. In tal modo Google, cambiando le politiche commerciali, avrebbe introdotto una distorsione nel mercato a svantaggio degli ignari consumatori.
Alcuni ricercatori statunitensi, Robert Epstein e Ronald Robertson23, hanno elaborato una teoria sull’effetto di manipolazione dei motori di ricerca, SEME (Search Engine Manipulation Effect) che tende a dimostrare quanto i risultati di una ricerca, SERP (Search Engine Page Results) possano influenzare l’opinione degli utenti semplicemente
intervenendo sull’ordine con cui vengono presentate le informazioni, sino a far cambiare idea su argomenti, anche piuttosto delicati (intelligenza artificiale, vaccinazioni e omosessualità, ad esempio). Google non pone, infatti, i risultati della ricerca in ordine cronologico, ma elenca, per prime, le notizie ritenute più rilevanti e condivise. I risultati che occupano le prime posizioni attirano, di conseguenza, l’attenzione del ricercatore e ne possono influenzare l’opinione, indipendentemente dal loro contenuto e dalla loro fonte, condizionando il significato e il
seguito della ricerca.
Un link, che occupa la prima o la seconda posizione, acquista un “aura” di verità e risulta più autorevole e più rilevante di un altro che occupa la quinta o la decima posizione.

L’altra faccia (oscura) del web

La nota sociologa turca Zeynep Tufekci24, professoressa all’Università del North Carolina, in un’intervista25 che aveva come argomento: “La distorsione e radicalizzazione delle opinioni operate dai social media”, osservando che Google e FaceBook sono oggi tra le principali fonti di informazione per le persone e sulle persone, ha dichiarato: “Queste aziende sono nel business del ‘coltivare l’attenzione delle persone’ per venderla a inserzionisti” inoltre, si ha “una sorta di sorveglianza profilata”.
Lo scopo è infatti, creare dei profili utili sia agli utenti, che trovano informazioni corrispondenti ai loro interessi e contenuti rilevanti per la loro ricerca, sia ai loro clienti, dato che vengono proposte le pubblicità dei loro prodotti. In conseguenza, il risultato è duplice:

  • Creare “un mercato della sorveglianza, in un business che si gioca sul riuscire a tenerti incollato sempre di più per portare a termine la compravendita della nostra attenzione”;
  • “L’altra grande implicazione è che le informazioni atroci, rabbiose, incendiarie e polemiche riescono a viralizzarsi più velocemente, così come i contenuti dolci, carini e coccolosi; quindi il business model ha un preciso interesse a promuovere un certo tipo di informazioni nella sfera pubblica! […] Si può inneggiare alla pulizia etnica, diffondere fake news o materiale scottante che diventa virale sapendo che questo tipo di contenuto è strettamente connesso al loro modello di business. Noi non siamo i loro clienti: noi forniamo loro il prodotto e cioè la nostra attenzione”.

L’algoritmo di Google search

La spiegazione, secondo Zeynep Tufekci, è più semplice (ma non per questo meno pericolosa), è una questione di algoritmo e soldi, soldi e algoritmo26. Google “campa” di pubblicità: vende l’attenzione degli utenti agli inserzionisti. Più si guardano i video, più si ottiene valore e più Big G incassa.
L’obiettivo primario, quindi, è “tenere incollate le persone a YouTube”. Come? “L’algoritmo sembra aver concluso che gli utenti siano attratti da contenuti più estremi rispetto a quelli che hanno scelto di vedere”. Un po’ come la più classica valanga: buttare il sassolino della propria piccola convinzione e trovare sempre più materiale che la avvalora, con toni e idee sempre più nette (e probabilmente sempre meno ragionevoli). È lo stesso concetto espresso dal padre del Web, Tim Berners-Lee, nella sua ultima lettera aperta27: non si può chiedere alle piattaforme di essere la soluzione. Non perché siano malvage ma perché sono “costruite per massimizzare i profitti più che il bene sociale”.

Utilizzo di Google

Quanti sono gli utilizzatori di Google e quale uso ne fanno. Alla Conferenza annuale Google I/O28 2018, tenuta a San Francisco e rivolta a sviluppatori WEB, incentrata sulle novità che riguardano lo sviluppo di applicazioni WEB e mobili attraverso Google e relative tecnologie, è stato annunciato che: gli utenti Android attivi nel mondo sono ben 2 miliardi,
Google Drive, il servizio di storage online, è utilizzato da oltre 800 milioni di utenti. Mentre, Foto è utilizzato da 500 milioni di utenti e YouTube è arrivato ad un miliardo di ore di visualizzazione al giorno. L’argomento principe dell’intera conferenza, però, con le sue declinazioni sui diversi campi di ricerca, è stato l’intelligenza artificiale.
Sono state presentate notevoli applicazioni, basate sull’analisi dei dati, riguardanti la medicina predittiva, come la retinopatia e la gestione dei ricoveri ospedalieri.
Particolarmente interessante, riguardo al riconoscimento del linguaggio, la possibilità di isolare le voci e i labiali dei partecipanti a un dibattito televisivo e, dalla loro combinazione, offrire sottotitoli precisi per ogni partecipante alla discussione.
La novità più discussa è stata Google duplex, un’intelligenza artificiale, che è parte integrante di Google Assistant, in grado di dialogare con un essere umano, riconoscendo le frasi pronunciate dall’altro capo della cornetta, in modo così convincente da non sembrare un software e, inoltre, di chiamare in autonomia e richiedere un appuntamento.
Nella posta elettronica viene introdotta la funzione «Smart Compose», una intelligenza artificiale in grado di comprendere ciò che si sta per scrivere, completando quindi la frase in automatico, facendo risparmiare tempo.
Su Google Foto viene introdotta la funzione «Suggested Actions», con cui l’app riconosce i volti nelle fotografie per ricordare con chi condividerle in immediato, e può suggerire migliorie estetiche da effettuare in post produzione; si potranno anche convertire immagini appena catturate in documenti Pdf. Ma l’incredibile novità è la possibilità di
dare colore a una foto in bianco e nero, sembrando poi del tutto naturale.

GOOGLE ASSISTANT29

Uno strumento che consente di “restare sempre aggiornati sulle cose da fare. Un’istantanea visiva delle nostre giornate” è così che Google ha definito l’importante aggiornamento del suo Assistant per Android e iOS “che sarà reso presto disponibile. Si potrà dialogare con l’Assistente che avrà una voce naturale, quasi umana”. Sarà in grado di rispondere, grazie all’intelligenza artificiale, a più comandi dati nella stessa frase (multiple actions). Google Assistant, inoltre riconoscerà le voci dei bambini e si attiverà solo se questi saranno educati, dicendo sempre “per favore”. Però,
attenzione, non potremo più dire: “mi sono dimenticato: Colpa dell’assistente!”.

Conclusioni

Dobbiamo concludere che Google fornisce veramente un gran numero di servizi utili e vantaggiosi, sia per gli utenti, in generale, sia per gli studenti e gli insegnanti nel mondo della scuola. Non sarebbe bene “demonizzare” Big G e non approfittare di tutti i suoi servizi, ma è opportuno farlo a ragion veduta e con spirito critico.
Classroom è di supporto alla classe e gli insegnanti dovranno utilizzare i servizi forniti con misura e intelligenza, come aiuto e guida per le attività degli studenti, fornendo indicazioni precise e richieste pertinenti, senza trasformare la struttura in una gabbia assillante e insistente.
È necessario però pensare a Classroom come uno strumento, un servizio che può essere utile e non la soluzione del problema, Attenzione al sovraccarico di lavoro degli studenti e degli insegnanti e, in particolare ai limiti di questa piattaforma.
“La prima cosa che viene da chiedersi, dopo qualche ora di utilizzo, è se questo sistema sia stato effettivamente creato con il contributo d’insegnanti ed esperti di didattica o se, come penso io, sia stato assemblato da un gruppo di programmatori o ingegneri all’interno di Google”. Questa è la preoccupazione espressa da un docente che utilizza Classroom, insieme a altri rilievi30.
“Con la consapevolezza che ogni attività presenta rischi ed effetti collaterali. Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare e navigare su Google finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi” dichiara Manfred Spitzer31.
É ancora compito della società, della scuola e dei mezzi di comunicazione mettere sull’avviso i cittadini del Web ad utilizzare “senza essere troppo utilizzati”. Al riguardo è importante l’affermazione di Zygmunt Bauman: “La libertà individuale può essere solo il prodotto di un impegno collettivo32.

I vantaggi di G.Suite

In un’istituzione scolastica il passaggio alla G Suite e alle Google Apps porta con sé numerosi vantaggi. L’economicità e la semplificazione di tutto ciò che riguarda l’amministrazione IT, la gestione e l’archiviazione dei dati sono elementi di per sé già sufficienti per giustificarne l’adozione. A tutto questo si aggiunge, con un ruolo non secondario, la naturale propensione al lavoro collaborativo tipica delle applicazioni web di ultima generazione e la facilità con cui la piattaforma Google supporta la condivisione di dati e risorse. Google Suite for Education è un sistema ad accesso gratuito, limitato e protetto: non è consentita la libera registrazione, ma docenti, studenti e personale della scuola devono essere registrati dagli amministratori del sistema. Questa modalità di partecipazione assicura un buon livello di controllo degli accessi e delle operazioni svolte dagli utenti sul cloud nonché un ottimo controllo della privacy. Google
Classroom è uno strumento di collaborazione e comunicazione per insegnanti e studenti. Per utilizzare Classroom le scuole devono registrarsi gratuitamente con un account. Gli insegnanti possono creare un’aula online, invitare gli studenti in classe, quindi creare e distribuire compiti. All’interno della classe di Google, studenti e insegnanti possono ricevere interventi sui compiti e gli insegnanti possono monitorare i progressi dei loro studenti. Nell’app Classroom, studenti e insegnanti hanno accesso a funzionalità che non si trovano normalmente negli account Google personali. Ad esempio: in Moduli, gli insegnanti possono aggiungere immagini alle domande o risposte a scelta multipla; Inbox by Gmail può contenere i messaggi di Classroom raggruppati in Inbox che consentono agli insegnanti e agli studenti di trovare aggiornamenti e punti salienti importanti. Inoltre, lo strumento Classroom consente agli insegnanti di organizzare l’andamento del corso aggiungendo argomenti ai post e gli insegnanti e gli studenti possono filtrare il flusso dei dati per argomenti dedicati.
Google Classroom inoltre favorisce anche la partecipazione dei genitori. Gli insegnanti possono invitare i genitori in Google Classroom per condividere le varie fasi del lavoro degli studenti e ricevere riepiloghi automatici via email dei progetti di lavoro e di classe proposti agli studenti.

 

Nota finale degli autori: molti materiali e indicazioni presenti sono stati ripresi da letture e stimoli ritrovati in
rete e non sempre è stato possibile citare tutti gli autori. Desideriamo comunque ringraziare tutti quelli che in
qualche modo ci hanno dato idee e proposte che hanno permesso la realizzazione di quest’articolo.

 

Materiali e risorse

Biblio-Sitografia
P. Prosperi – Le Apps di Google per la scuola – Amazon
M. Biagiotti – Google Apps – Streeti.Ib
P. Prosperi – Amministratore di G Suite for Education – Amazon
P. Prosperi – Google Classroom – Amazon
M. Biagiotti – Google Cloud – Amazon
L. Parris – Google Classroom 2018 – Kindle
K. Kelly – Google Apps: Guidebook – Paperback
D. Yates–J. Bird – Google Classroom: guida per insegnanti e studenti – Copyrited Material
http://www.pearltrees.com/mfesteggiante/google-suite-education-gafe/id15560046#l036
https://docs.google.com/document/d/11fFkmLHpMBRNOuEOzb4r2bgdgVz4nwbWXQQTM
gxv4SY/edit
https://gsuite.google.it/learning-center/
https://it.pinterest.com/gianfranco0232/a-scuola-con-google-google-for-education/
https://support.google.com/a/answer/139019?hl=it
https://support.google.com/edu/classroom/?hl=it#topic=6020277
Centro didattico di Google Apps per gli utenti : Assistenza personalizzata per l’utilizzo di
Google Apps.
Apps for Education: Tutto ciò che bisogna sapere sulle Google Apps per il mondo
education: Istruzione superiore, scuole primarie e secondarie, università
Guide to Going Google: Strumenti e linee guida da utilizzare come punto di partenza per
usare le Google Apps a scuola
Canale YouTube sulle Google Apps
Google in Education : Tutto ciò che Google fa per la scuola
Google Apps Lesson Plans: Modelli di lezioni realizzati con le Google Apps

 

Video
http://www.wikiscuola.it/media/video/animatori/google_drive.mp4
https://www.youtube.com/watch?v=SGD8s1jF-0o
https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=ttTHKZndpKQ
https://www.youtube.com/watch?v=CHWENcEMxok
https://www.youtube.com/watch?v=Yiu3dBeSI_A
https://www.youtube.com/watch?v=VHVXZ1tjRPU&t=9s

 

In appendice: Utilizzo di Classroom e APP

aaaaaaaaammmnnnnnnnnmmma (Guida per partire con Google Classroom)
https://drive.google.com/file/d/0B__OTXR_u3RbbzNlVDhhc1cydGc/viewhttps://support.google.com/edu/classroom/answer/6072460?hl=en&ref_topic=6163304

 

App che integrano Classroom

Decine di applicazioni aggiuntive funzionano con Classroom e integrano la suite principale secondo le occorrenze degli utenti, Queste integrazioni fanno risparmiare tempo agli insegnanti e agli studenti e rendono più semplice la condivisione delle informazioni tra Classroom e le loro App preferite.

School System

Additio App è una suite di produttività per gli insegnanti che desiderano essere organizzati e contattare in modo efficiente studenti e famiglie. Offre molti strumenti utili, come un potente registro di voti e un robusto pianificatore di lezioni. https://www.youtube.com/watch?v=LjJMubueiRo

http://www.additioapp.com/es/

Gli insegnanti possono creare un collegamento o creare nuove classi di Classroom in base alle classi Aeries e importare i punteggi nel registro dei voti di Aeries. https://www.youtube.com/watch?v=DqQcTVzK9CI

https://www.aeries.com/

 

Con questa integrazione, le classi di Classroom possono essere create automaticamente in base alle classi in Aladdin. Assegnazioni e voti possono anche essere sincronizzati tra Aladdin e Classroom. https://www.aladdin.ie/

 

Alma è il primo sistema informativo per studenti a integrarsi direttamente con Google Classroom. Con questa integrazione, gli insegnanti possono sincronizzare compiti e voti, e i team tecnologici possono creare e gestire, in batch, classi di classi di Google nelle loro scuole e distretti.

https://www.youtube.com/watch?v=ByUf1LwqnH8http://www.getalma.com/

 

GoGuardian Teacher consente agli insegnanti di gestire le aule scolastiche          che  hanno impostato Classroom, sincronizzando l’iscrizione degli studenti, il periodo di lezione e l’argomento tra levarie piattaforme. Studenti e insegnanti possono beneficiare ancora di più dei loro Chromebook con impostazioni e utilizzo semplificati. https://www.youtube.com/watch?v=4A0A5OtlRP8

https://www.goguardian.com/

 

Little SIS per Classroom crea automaticamente classi di Classroom di Google e sincronizza automaticamente gli elenchi delle classi con le esportazioni d’informazioni sugli studenti, rendendo più facile per le scuole adottare e mantenere Google Classroom su larga scala. https://www.youtube.com/watch?v=5vInzYM2BmAhttp://labs.amplifiedit.com/little-sis-for-classroom/

 

SalamanderSoft Active Directory creerà e manterrà automaticamente le classi di Google Classroom direttamente dal proprio sistema di gestione, inclusi gli orari del calendario e i tutori. https://www.youtube.com/watch?v=ZDIgxAC6THEhttps://www.salamandersoft.co.uk/

 

Schoolrunner è uno strumento per l’analisi dei dati che unisce approfondimenti accademici e culturali all’interno di un sistema intuitivo. Con questa integrazione, gli insegnanti possono caricare i voti degli studenti da Classroom direttamente nel registro dei voti di Schoolrunner.

https://www.youtube.com/watch?v=W2HGbStwOf4https://www.schoolrunner.org/

 

Sycamore sincronizza elenchi di classi, assegnazioni, allegati e voti nel registro di classe Sycamore per produrre report per insegnanti. https://www.youtube.com/watch?v=bqDmRKrrGvY

https://sycamoreschool.com/

Coinvolgimento degli studenti

Con l’integrazione di Classcraft, gli insegnanti possono estrarre elenchi da Google Classroom e fornire account con un solo clic. Gli insegnanti possono dare agli studenti punti nel gioco per consegnare i compiti in tempo e convertire i risultati di Classroom in punti di gioco.

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Grazie a Explain everything di Google Classroom, insegnanti e amministratori possono gestire senza problemi le licenze tramite Spiega tutto.

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Gli insegnanti possono creare notazioni musicali e compiti di composizione in Google Classroom utilizzando Flat Education, il software di notazione musicale online. Gli insegnanti possono sincronizzare gli elenchi di Classroom esistenti e progettare nuove attività musicali accessibili agli studenti da Classroom.

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Gli insegnanti possono importare i propri elenchi di classe da Google Classroom in Edcite e quindi inviare gli incarichi di Edcite ai loro studenti in Classroom. Quando gli studenti accedono a questi incarichi, vengono automaticamente registrati nei loro account di Edcite tramite Single Sign-On.

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Con l’integrazione di EDpuzzle, gli insegnanti possono automaticamente importare tutti i corsi e gli studenti di Classroom al momento dell’iscrizione.

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La sincronizzazione con Google Classroom crea elenchi di corsi in Edulastic e li mantiene aggiornati. Gli insegnanti possono quindi condividere le valutazioni di Edulastic direttamente nei feed di Classroom degli studenti, consentendo loro di accedere all’assegnazione senza immettere un’altra password o navigare nel sito di Edulastic.

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InsertLearning è un’estensione di Chrome che consente agliinsegnanti di trasformare i siti Web in lezioni interattive. Gli insegnanti possono creare lezioni da condividere in Classroom e sincronizzare automaticamente elenchi e voti.

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Con l’integrazione di Kami, gli insegnanti possono distribuire compiti, fogli di lavoro e risorse del curriculum in formato PDF per consentire agli studenti di completarli e di trasformarli facilmente.

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Breve analisi delle principali applicazioni di Google

Google Crome

Google Chrome è il browser sviluppato da Big G che pian piano è riuscito a conquistare la fiducia degli utenti fino a diventare quello più utilizzato. Il funzionamento è quello tipico di un browser, ma con la possibilità di utilizzare il proprio account Google per personalizzare la barra dei preferiti e per avere i segnalibri sempre a portata di mano. Google Chrome è un browser veloce, sempre aggiornato e con un’interfaccia minimale. È in italiano, integra di default Adobe Flash Player, un lettore PDF e supporta l’installazione di temi ed estensioni. Chrome non è un semplice strumento di navigazione, bensì una moderna piattaforma in cui si eseguono pagine e applicazioni Web ed è stato concepito per essere usato espressamente nell’era del Cloud Computing caratterizzata dalla Multimedialità e dallaInterattività.
Google Drive

Google Drive è il servizio di cloud computing realizzato dall’azienda di Mountain View. Permette agli utenti di caricare e condividere con amici e colleghi di lavoro qualsiasi tipo di file e documento. Lo spazio da poter utilizzare gratuitamente è limitato, ma è possibile espanderlo acquistandolo a parte. Integrata con Google Drive c’è anche la suite Office sempre sviluppata dall’azienda di Mountain View. Permette di scrivere testi, realizzare presentazioni per convegni direttamente online e di condividerli con i colleghi in modo da poterli modificare immediatamente.

Google Drive è sicuramente una delle migliori motivazioni per adottare una soluzione “cloud” per la propria scuola. La condizione essenziale è però la disponibilità di una connessione efficiente. Google Drive può essere usato come una “penna usb” online. Grazie alle applicazioni presenti in “Documenti”, “Fogli”, “Presentazioni” e altro, può essere considerata, senza dover installare nulla sul proprio computer, una validissima alternativa ai blasonati programmi di Microsoft Office e simili. Le possibilità di condivisione, inoltre, permettono di allestire un’area ad accesso riservato per i propri studenti, nella quale collaborare e organizzare materiali di lezione e appunti, raccogliere compiti ed elaborati e allo stesso tempo rendere compartecipi anche le famiglie del processo e del percorso di apprendimento dei propri figli.

 Google Docs

Google Docs è il servizio integrato con Google Drive e integra al proprio interno quattro diversi servizi:

  • Documenti, permette di realizzare testi scritti in stile Word;
  • Fogli, mette a disposizione un foglio di calcolo dove tenere la contabilità o fare calcoli su grandi dataset;
  • Presentazioni, utile a coloro che devono realizzare delle slide per un convegno o per unprogetto;
  • Moduli, offre la possibilità di creare dei sondaggi per ricerche e analisi di mercato e di condividerli su qualsiasi piattaforma (social network, applicazioni di messaggistica istantanea). Con Google Moduli è possibile realizzare prove di verifica, simulazioni INVALSI, sondaggi, senza alcun problema. Con quest’applicazione di Google si possono costruire moduli con i quali raccogliere dati dagli utenti o proporre test di verifica. Tutti i  dati sono automaticamente archiviati, restituiti in modo tempestivo o statisticamente aggregati e rappresentati da grafici. Sono inoltre esportabili su Foglio di Calcolo o in Excel per successive elaborazioni.

Come già detto Google Docs è integrato con Google Drive e qualsiasi modifica apportata ai documenti verrà memorizzata nel cloud.

Android

Pur non potendo essere considerato un vero e proprio servizio come quelli visti in precedenza, Android è probabilmente uno dei maggiori successi della casa di Mountain View. Il sistema operativo mobile del robottino verde è utilizzato da miliardi di utenti in tutto il mondo e rappresenta, a suo modo, un punto di accesso privilegiato alla galassia di servizi targati Big G. Chiunque abbia mai utilizzato uno smartphone Android sa, ad esempio, che la prima operazione da compiere è quella di accedere con il proprio account Google (o crearne uno, nel caso in cui non si sia ancora iscritti), mentre molte delle app preinstallate nei dispositivi mobili sono state realizzate proprio dagli sviluppatori all’interno del Google Plex.

Android, oltre a essere un efficientissimo sistema operativo mobile, può essere visto come una sorta di canale privilegiato per accedere ai “servizi collaterali” di Google, come Gmail, Google Maps, Google Drive e YouTube tanto per citare quattro dei più conosciuti e utilizzati sia da mobile, sia da computer.

Google+

Google+ è il social network di casa Google. Nei piani dell’azienda di Mountain View avrebbe dovuto contrastare lo strapotere di Facebook, ma non è riuscito mai a sfondare nonostante il numero di utenti sia molto elevato. Per differenziarsi da Facebook, Google ha cercato di introdurre le cerchie, dei gruppi dove dividere gli amici a seconda degli interessi, ma la novità non è stata molto apprezzata. In alcune nicchie di utenti, Google+ è ancora molto utilizzato ed è anche il motivo per cui l’azienda di Mountain View non ha chiuso il progetto.

Google Art & Culture

L’applicazione, nata da Google Art project, ha unito le potenzialità di Google Foto e Street View, garantendo una copertura immensa in quanto sarà possibile consultare le opere di oltre 1.000 musei di 70 nazioni, ordinate e ordinabili per artista, anno di realizzazione, corrente artistica e luogo. Sarà utilizzabile anche la funzione Art Recognizer dove basterà avviare l’applicazione, accendere la fotocamera e inquadrare l’opera per poter avere tutte le informazioni a riguardo. Questa feature attualmente è utilizzabile solo in 3 musei, ma a breve verrà ampliata. Inoltre è offerta la possibilità di visitare i musei con la tecnologia della realtà aumentata. Tramite Google Cardboard è possibile vedere da vicino e nei dettagli le opere di tutto il mondo senza perdersi in tante ricerche. Un progetto ben strutturato ed efficiente, dal quale potremo ottenere tantissime informazioni utili per arricchirsi culturalmente ed essere sempre preparati al meglio per le nostre visite didattiche.

Google blog

Un web tool di Google che si trova fra le App disponibili se si apre una mail di Google per la classe. Blogger è un servizio di blogging a cui è possibile accedere gratuitamente. Si tratta di una piattaforma di blogging che, a differenza di altre, non presenta efficaci aperture verso la rete sociale, è uno spazio sul web, dove poter raccontare storie, esperienze e pensieri, una sorta di diario di bordo che ogni alunno può “tenere” e condividere con gli altri senza complicazioni tecniche e senza intermediazioni (blog didattico).. Blogger permette di postare, oltre al solo testo, anche immagini e video, questo ne fa una soluzione ideale anche per utenti alle prime armi. La gestione del blog avviene tramite un’interfaccia web denominata pannello di controllo, dal quale si può accedere a tutte le funzioni relative al posting (postare) degli articoli e alla modifica del template del blog. Da alcuni anni questo strumento è utilizzato per la didattica poiché non è solo un luogo virtuale dove mostrare elaborati, ma un vero e proprio luogo di collaborazione, un’ estensione dell’aula scolastica fisica.

Google SketchUp

Google SketchUp è un programma per la creazione e la modellazione in 3D in modo semplice e veloce. Creato nel 2000, in origine si chiamava SketchUp, all’acquisto da parte di Google, ha cambiato nome in Google SketchUp. Di facile modellazione è compatibile con Google Earth. E’ possibile caricare i propri modelli in modo che chiunque possa essere in grado di godere delle creazioni realizzate.

HangOuts

Strumento molto sofisticato per la gestione di chat e audio/video conferenze. Le conversazioni in voce e la videoconferenza supportano fino a 15 partecipanti. Hangouts ha una caratteristica che lo rende particolarmente prezioso, soprattutto in ambito educativo e aziendale: durante un collegamento è possibile lavorare in contemporanea su un documento di Drive, vedere un video di YouTube o condividere l’ambiente di lavoro di molte altre applicazioni. Un gruppo di studenti che non hanno modo di incontrarsi personalmente al di fuori dell’orario scolastico  può  quindi realizzare facilmente un compito cooperativo. Un’équipe di docenti può elaborare il proprio progetto didattico riunendosi virtualmente per un incontro senza le complicazioni in presenza. Google Hangouts è un vero e proprio ambiente di lavoro collaborativo sincrono che si integra perfettamente con gli strumenti asincroni presenti nelle altreapplicazioni.

 

NOTE

  1. Googlare, neologismo che significa: effettuare una ricerca di notizie o informazioni sui motori di ricerca e in particolare su Google.
  2. L’Equipe svolge i suoi corsi di formazione presso l’OPPI (Organizzazione per la Preparazione Professionale Insegnanti) di Milano e al momento ha attivato in un istituto superiore un nuovo corso specifico dedicato all’utilizzo degli strumenti di Google in classe.
  3. Per approfondimenti, si veda il sito: https://it.wikipedia.org/wiki/PageRank
  4. Il 4 settembre 1998, in un garage di Menlo Park, Sergey Brin e Larry Page fondavano la società che avrebbe
    rivoluzionato il web e sarebbe diventata il sito più visitato del mondo.
  5. Per approfondimenti, si veda il sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Google_(azienda)
  6. Per approfondimenti, si veda il sito: https://www.google.org/
  7. Per approfondimenti si veda il sito: https://it.wikipedia.org/wiki/G_Suite
  8. Un servizio di rete che consiste nell’allocare su un server web le pagine web di un sito web o
    un’applicazione web, rendendolo così accessibile dalla rete Internet e ai suoi utenti.
  9. Termine che indica un flusso di lavoro e di attività che producono un risultato.
  10. Vault è incluso nell’edizione di G Suite for Education. In alternativa,si può acquistare la licenza di Vault al costo di € 4 mensili per utente.
  11. Per approfondimenti si veda il sito: http://nuovadidattica.lascuolaconvoi.it/agire-educativo/22-leducatore-come-
    ricercattore/contesti-formali-informali-non-formali-di-apprendimento/.
  12. Per approfondimenti si veda il sito: https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/competenze-digitali/il-digitale-e-ormai-competenza-di-base-le-nuove-raccomandazioni-del-consiglio-ue/.
  13. Per approfondimenti si veda il sito: http://www.repubblica.it/economia/rapporti/paesedigitale/trend/2018/01/21/news/un_pacchetto_di_misure_ue_per_rafforzare_l_istruzione_digitale-186700876/?ref=search.
  14. Si veda : http://www.fupress.net/index.php/formare/article/view/13263/12519
  15. M. Sharples propone una spiegazione del m-learning in molti lavori e documenti, tra cui: La teoria del
    mobile learning descritto qui riassume e si estende anche il resoconto pubblicato in Sharples et al. (2007).
    Per approfondimenti si veda: https://en.wikipedia.org/wiki/Mike_Sharples e
    http://www.mlearn.org.za/CD/papers/Sharples-%20Theory%20of%20Mobile.pdf
  16. A riprova di quanto affermato, riportiamo, come testimonianza significativa e probante, una conversazione
    su Facebook tra alcuni insegnanti e personalità del panorama della scuola italiana, che, pur ricordando che
    la LIM è solo uno strumento ed al pari di computer, smartphone, tablet ed altri dispositivi non ha proprietà
    miracolose, parlano delle loro esperienze positive con la lavagna digitale come “valida alleata”.
    Si veda il link:
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10155216581598513&id=695438512&src=email_notif#_=_
  17. Le Internet Strategies sono state proposte da Tom March e Bernie Dodge, a cui è dovuta la strategia del
    WebQuest. Per approfondimenti, si veda il sito: http://tommarch.com/writings/theory/.
  18. Google Norme sulla Privacy: https://policies.google.com/privacy?hl=it.
  19. Corrisponde all’indirizzo: https://myaccount.google.com/?utm_source=OGB&utm_medium=act.
  20. Per approfondimenti, si veda l’articolo di Dylan Curran “Are you ready? Here is all the data Facebook and Google have on you” sul sito: https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/mar/28/all-the-data-
    facebook-google-has-on-you-privacy
  21. Per approfondimenti, si veda l’articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-03-29/come-scoprire-cosa-google-sa-e-non-sa-me-grazie-google-201615.shtml?uuid=AEuQKBQE.
  22. https://www.money.it/Google-manipolazione-ricerche
  23. Per approfondimenti, si veda il sito: http://www.pnas.org/content/112/33/E4512.
  24. Per approfondimenti, si veda il sito: https://en.wikipedia.org/wiki/Zeynep_Tufekci.
  25. Intervista tenuta al Ninja a Goiania in Brasile, a margine dell’evento #EnelFocusOn , si veda :
    https://www.enel.com/it/experience-enel/focus-on/goiania-2018.
  26. Fatturato e algoritmo, si veda il sito:
    https://www.agi.it/innovazione/youtube_radicalizzazione_idee_politiche-3619573/news/2018-03-13/.
  27. Si veda: https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/mar/12/tim-berners-lee-web-weapon- regulation-open-letter, oppure: http://www.repubblica.it/tecnologia/2018/03/12/news/berners-lee_le_grandi_piattaforme_trasformano_il_web_in_un_arma-191097409/.
  28. Per approfondimenti, si veda il sito: https://www.hdblog.it/2017/05/17/Google-2-Miliardi-utenti-Android-
    attivi-Foto/.
  29. Si veda l’articolo de La Stampa, “Il nuovo Google Assistant aiuta a organizzare al meglio le giornate” sulsito: http://www.lastampa.it/2018/07/18/tecnologia/il-nuovo-google-assistant-aiuta-a-organizzare-al-meglio-
    le-giornate-DKHYXLyPs9D89ep320SnpL/pagina.html
  30. Per approfondimenti veda il sito: https://blog.federicopepe.com/2014/10/google-classroom-scuola/.
  31. Per approfondimenti, si veda l’articolo di Manfred Spitzer: “Così troppa Rete ha danneggiato il fisico e la mente”, sul sito: http://www.lastampa.it/2013/11/27/scienza/ma-troppa-rete-ha-danneggiato-il-fisico-e-la- mente6FfWpKmbKRcljyKABZZCPL/pagina.html
  32. Per approfondimenti, si veda di Z. Bauman “La solitudine del cittadino globale”, Giangiacomo Feltrinelli Editore , Milano 2017.